Lavoro e Management Maternità e genitorialità

Genitorialità in azienda: nuove prospettive di condivisione

Da anni il dibattito sulla conciliazione tra vita famigliare e lavorativa delle donne diventate madri occupa il territorio del work life balance.
Tuttavia, le ricerche dimostrano che solo il passaggio dalla conciliazione alla condivisione (che finalmente prevede la partecipazione dei padri al carico fisico ed emotivo della gestione casa/lavoro) può condurre ad effettivi cambiamenti della condizione femminile.

genitori al lavoro

Su questo sfondo Wise Growth è stata tra i precursori della promozione di questo processo con due differenti iniziative. Da un lato implementando, sin dal 2014, percorsi di formazione in azienda che prevedono il coinvolgimento sia delle donne diventate madri sia degli uomini diventati padri e dall’altro attraverso la pubblicazione, nel 2016, del libro Genitori al lavoro. L’arte di integrare figli, lavoro e vita (Guerini Next).

In quest’ultimo anno le aziende hanno aumentato le richieste di formazione mirata sul tema della condivisione che, al di là di un innegabile “fenomeno moda” coi “new dad” sempre più protagonisti della scena mediatica, segnala l’emergere della consapevolezza e del bisogno di un confronto sulle nuove modalità di vivere la genitorialità, anche in relazione all’ambito lavorativo.
Il confronto e lo scambio di vissuti, esperienze, informazioni ed emozioni – oltre a risultare efficace in termini formativi – ha offerto la possibilità di monitorare, in presa diretta, i cambiamenti che stanno avvenendo all’interno delle coppie genitoriali: le donne accettano sempre più consapevolmente e con meno sensi di colpa il doppio ruolo, mentre i padri rivendicano in maniera sempre più assidua il desiderio di partecipazione e coinvolgimento nelle attività di cura.

La struttura di questi percorsi formativi prevede un iniziale coinvolgimento di entrambe le figure genitoriali, mentre una seconda parte è dedicata in maniera esclusiva alle donne. Il cambiamento e l’esperienza della maternità necessita comunque, secondo la metodologia di Wise Growth, di un momento di riflessione focalizzato sulle dimensioni specifiche del femminile e della sua evoluzione nel ruolo materno.

L’esperienza delle aule miste, di volta in volta differenti coerentemente alla cultura aziendale, ha però permesso di individuare alcuni filoni di riflessione che ci sembra utile condividere per meglio delineare il panorama emergente in termini di ‘condivisione’.

  • Un primo importante segnale è l’alto coinvolgimento ed ingaggio dei padri, che hanno partecipato numerosi ed in maniera molto attiva a questi momenti formativi. Dopo un primo sentore, in taluni casi, di lieve imbarazzo nel confrontarsi in azienda come genitori, si è successivamente aperto uno spazio di riflessione sentito e costruttivo con l’altra metà dell’aula. La richiesta di protrarre il tempo dedicato alla compresenza di padri e madri indica chiaramente un apprezzamento dell’iniziativa e un desiderio di confronto e scambio riguardo una tematica così profondamente in ridefinizione.
  • Emerge intensamente, da parte dei padri, il desiderio di aspirare a un ruolo più dinamico e significativo all’interno della coppia genitoriale, che ridefinisca in maniera più sfaccettata l’identità maschile alla quale, almeno in Italia, siamo abituati. La stereotipica suddivisione dei ruoli, uomini breadwinner e donne caregiver, in alcuni contesti è stata messa in discussione. Stiamo assistendo a un’evoluzione dei costumi maschili e femminili e ciò implica necessariamente una contemporanea ridefinizione identitaria. Spesso le madri auspicano una partecipazione più attiva dei padri nella cura dei figli, ma quanto – in realtà – sono veramente disposte a cedere? E quanto i padri sono pronti a interpretare attività “tipicamente femminili”, peraltro senza il supporto di role model?
  • Un’altra interessante evidenza emersa è che gli stereotipi sulla “brava madre” sono prima di tutto un appannaggio femminile. Spesso le donne pensano di dover sottostare a cliché di perfezione che sono il frutto, quasi esclusivo, delle loro stesse aspettative: rimangono ingabbiate in modelli di riferimento che si auto-costruiscono. I padri invece hanno dichiarato prospettive molto più realistiche: il confronto, quindi, è stato utile per proporre modalità più accoglienti del ruolo di madre e di moglie.

In sintesi queste aule hanno dato origine a momenti di reciproca scoperta e arricchimento, favorendo una nuova consapevolezza rispetto alle fatiche e alle responsabilità dei padri e delle madri. Gli uomini hanno potuto aprire una finestra su ciò che è celato sotto la fatica, la stanchezza e a volte il nervosismo materno, mentre le donne hanno avuto la possibilità di maturare la prospettiva che si possa “lasciare spazio ai padri” senza “perdere potere” o essere giudicate, a vantaggio di una genitorialità condivisa e una maternità più attuale e piena.

Siamo consapevoli che lo spaccato che è emerso in questi percorsi rappresenta oggi ancora un benchmark; da parte nostra ci auspichiamo una rapida diffusione di questa cultura, che migliorerebbe lo sconfortante panorama di dati che ancora oggi caratterizza la realtà italiana: 48,8% di presenza femminile nei luoghi di lavoro (dati Istat), alto tasso di abbandono dopo la maternità (1 donna su 4 non rientra al lavoro) e trend decrescente dei tassi di natalità degli ultimi anni (-2,4% rispetto al 2015).

Un ringraziamento particolare va senza dubbio riconosciuto alle realtà aziendali Société Génerale Securities Service S.p.A, Boehringer Ingelheim Italia S.p.A; Abb Italia S.p.A, nostri partners in questi percorsi e portatrici, nel contesto italiano, di una formazione in qualche modo di avanguardia.

Autore

Stefania Baucè Lucilla Bottecchia

Stefania Baucè Lucilla Bottecchia

Stefania Baucè
Laurea in Economia e commercio conseguita presso l’Università Cattolica di Milano e Master in Marketing Management in Istud. Ha lavorato in ambito retail GDO dal 2000 al 2010 nel ruolo di senior buyer. Dal 2011 è senior consultant di Wise Growth: si occupa della progettazione di percorsi formativi sui temi della diversity & inclusion, ed è docente nei corsi di empowerment femminile. I principali ambiti di interesse riguardano i progetti legati alla gestione del rientro dalla maternità in azienda e all’implementazione di strumenti per favorire una miglior conciliazione vita privata/vita lavorativa. E’ executive coach ICF ACC, diploma conseguito nel 2014 presso EEC Scuola Europea Coaching. Coautrice di ”Maternità, lavoro, vita” in Girelli L., Mapelli A. (a cura di), “Genitori al lavoro. L’arte di integrare, figli, lavoro, vita” GueriniNext 2016.

Lucilla Bottecchia
Laurea in Psicologia presso l'Università di Padova, psicoterapeuta segue l'approccio centrato sulla persona di Carl Roger. Supporta gli individui e le organizzazioni in materia di diversità e inclusione, cercando la convergenza della realizzazione individuale con gli obiettivi organizzativi. Il suo interesse principale sono le aree di genere: equilibrio vita/lavoro, rientro dalla maternità in azienda ed empowerment. E' certificata IAP di THT (Trompenaars Hampden- Turner) per la consapevolezza interculturale. Per oltre 15 anni ha lavorato nel marketing come Marketing Research Director a livello italiano ed internazionale. E' stata anche docente presso il Dipartimento di Marketing dell'università Bocconi e SDA Bocconi Business School di Milano. Coautrice di .”Maternità, lavoro, vita” in Girelli L., Mapelli A. (a cura di), “Genitori al lavoro. L’arte di integrare, figli, lavoro, vita” GueriniNext 2016.

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