Leadership Somatic coaching

55-38-7: le “misure” della Somatic Leadership

Lucilla Bottecchia
55-38-7 sono le nuove “misure” da tenere a mente quando parliamo di leadership.

Ricerche¹ sull’efficacia nella comunicazione e indagini delle Neuroscienze dimostrano che al fine di comunicare in modo efficace e persuasivo la nostra meta-comunicazione (il linguaggio del corpo) pesa il 55%, la nostra voce il 38% e il contenuto testuale della comunicazione (le parole) solo il 7%. Quando i comportamenti e le azioni di un leader sono consapevolmente congruenti con le parole, la qualità della presenza aumenta l’efficacia del messaggio e genera fiducia, ingaggio e ispirazione.

Alle volte capita di incontrare persone che ci colpiscono e rimangono nei nostri ricordi per la loro presenza, per il loro modo solido, congruente ed autentico di ‘essere’. Non sono necessariamente uomini o donne in carriera o impegnati in ruoli da leader, ma semplicemente persone che riescono ad incidere, uscendo dallo sfondo dei tanti nostri incontri quotidiani, e a superare la soglia della nostra attenzione.
Sono persone che vivono in modo consapevole: possiamo facilmente percepire la loro centratura basata sulla conoscenza di sé, sulla capacità di entrare in empatia con gli altri senza cercare di compiacerli e sulla confidenza con cui affrontano le diverse situazioni: non certi che sapranno gestirle ma sicuri che saranno in grado di affrontare anche l’eventuale fallimento.

Tutti noi abbiamo in mente delle persone come queste, anche se non molte.

Quello che emerge sempre più chiaramente dalle ricerche psico-sociali e dalle neuroscienze è che la capacità di ‘vivere nel nostro corpo e non solo nella nostra mente’ è una dimensione fondamentale per comunicare, per relazionarsi efficacemente e per affrontare e gestire lo stress in modo sano e funzionale, senza esserne sopraffatti.

Le stesse ricerche hanno infatti dimostrato che “quello che diciamo” viene significato dal “come lo diciamo”: quando comunichiamo la voce e il comportamento non verbale incidono il 93%, mentre il contenuto, seppur di fondamentale importanza, solo il 7%.
Corpo e voce, quindi, influenzano l’efficacia delle nostre interazioni ad ogni livello (capi, collaboratori ma anche figli e partner) e, viceversa, le modalità attraverso le quali gli altri si rivolgono a noi possono suscitare reazioni molto diverse nell’interlocutore.

Avere piena consapevolezza di queste dinamiche è l’obiettivo primario del somatic coaching.

Richard Strozzi-Heckler, fondatore dello Strozzi Institute ed uno dei più importanti teorici del Somatic Coaching (dallo scorso anno i suoi corsi vengono tenuti in Europa dalla società Spagnola Arise), afferma che la consapevolezza del nostro corpo è fondamentale per essere leader efficaci: è il cambiamento nel “nostro modo di essere” che crea un cambiamento efficace nel “nostro modo di fare”.

È necessario prendere coscienza che spesso rispondiamo alle situazioni di stress in modo automatico e poco funzionale perchè non riusciamo a trovare soluzioni nuove e meno faticose.
Ciò accade perché nei primi anni di vita impariamo, in modo istintivo e proprio attraverso il corpo, a rispondere a varie forme di stress (le richieste che ci arrivano dai genitori e dalle altre persone, le prime interazioni sociali, eventuali traumi…), verso le quali ognuno sviluppa una modalità di risposta sua personale; per alcuni è la rabbia, per altri il compiacere, per altri ancora l’evitamento; queste sono modalità automatiche, di cui spesso non si è consapevoli, e che sono molto resistenti al cambiamento proprio in quanto sono state risposte adattive e di sopravvivenza.
Infatti può capitare di trovarci in situazioni in cui, anche se sappiamo quale sarebbe la risposta corretta, non riusciamo a metterla in atto perchè agiamo un automatismo.

Esattamente questo è stato l’insight più significativo durante la mia esperienza al corso organizzato dallo Strozzi Insitute a Barcellona lo scorso anno. È difficile raccontare come avviene l’apprendimento attraverso il corpo, proprio perché non si verifica a livello cognitivo, ma quello che io ho sperimentato è stato proprio un forte ed intenso senso di “dignità dell’esistere” e non un “dover fare e dimostrare per essere accettati”. Tale percezione ha delle conseguenze immediate, e a diversi livelli, nel modo di funzionare e di stare nel mondo; trasforma le modalità con cui ci percepiamo e relazioniamo e come ci percepiscono gli altri quando si relazionano con noi.

Il lavoro di consapevolezza sul proprio corpo e sull’attivazione del sistema nervoso periferico ci dà la possibilità di avvertire quando il livello di stress comincia a diventare eccessivo e quindi trovare delle soluzioni nuove, più efficaci e adatte al contesto.

Essere consapevoli di come la qualità della nostra presenza influenza noi e di conseguenza gli altri è un obiettivo centrale sia per il benessere personale, sia per essere efficaci e memorabili nelle interazioni sociali a tutti i livelli.

Per informazioni sul prossimo appuntamento
“Embodied Leadership – Level One” by Arise:
info@arise.pro
https://www.arise.pro/en/programas/strozzi-embodied-leadership/


¹ Albert Mehrabian (docente di psicologia Sperimentale UCLA) studio sulla comunicazione meta verbale relativa ad emozioni e sentimenti personali

Autore

Lucilla Bottecchia

Lucilla Bottecchia

Laurea in Psicologia presso l'Università di Padova, psicoterapeuta segue l'approccio centrato sulla persona di Carl Roger. Supporta gli individui e le organizzazioni in materia di diversità e inclusione, cercando la convergenza della realizzazione individuale con gli obiettivi organizzativi. Il suo interesse principale sono le aree di genere: equilibrio vita/lavoro, rientro dalla maternità in azienda ed empowerment. E' certificata IAP di THT (Trompenaars Hampden- Turner) per la consapevolezza interculturale. Per oltre 15 anni ha lavorato nel marketing come Marketing Research Director a livello italiano ed internazionale. E' stata anche docente presso il Dipartimento di Marketing dell'università Bocconi e SDA Bocconi Business School di Milano. Coautrice di .”Maternità, lavoro, vita” in Girelli L., Mapelli A. (a cura di), “Genitori al lavoro. L’arte di integrare, figli, lavoro, vita” GueriniNext 2016.

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