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Mygrants: l’app che valorizza i talenti dei migranti e ne promuove l’inclusione

Alessia Alò
Scritto da Alessia Alò

Abbiamo intervistato Chris Richmond Nzi, founder di Mygrants, un’app innovativa creata per far emergere il potenziale degli immigrati, rafforzare, aggiornare e mappare le loro competenze con l’obiettivo di facilitare la loro transizione da uno stato di dipendenza all’effettiva emancipazione, dandogli la possibilità di contribuire alla crescita economica e sociale del Paese ospitante.

Dal problema alla soluzione:

Il sistema italiano europeo di asilo presenta specifiche criticità:

  • La mancanza di informazioni: i migranti non ricevono sufficienti informazioni prima, durante e dopo lo sbarco;
  • L’inattività: gli immigrati passano di media, dopo lo sbarco e l’identificazione, ben 600 giorni in centri di prima e seconda accoglienza (circa un anno e mezzo) in attesa della risposta in merito alla domanda di protezione, senza possibilità di sviluppare competenze;
  • Il difficile accesso alla formazione, sia nel proprio Paese d’origine che in quello ospitante: il 47% dei migranti (tra i 25 – 54 anni) ha un basso livello di scolarizzazione (non ha frequentato le scuole superiori) e l’88% non ha frequentato l’università;

Mygrants nasce con l’intento di trovare una soluzione concreta e operativa a questi problemi creando un ponte tra mondo dell’educazione/formazione e mondo del lavoro.

Cos’è e come è nata l’idea di Mygrants

Chris Richmond Nzi è originario della Costa D’Avorio, con una lunga esperienza alle spalle legata all’accoglienza e alla migrazione. Laureato in diritto internazionale, ha sviluppato il suo percorso di studi tra gli Stati Uniti e l’Europa e ha un trascorso lavorativo in Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere estere degli Stati membri dell’UE.
Chris ci racconta che l’idea di Mygrants è maturata proprio durante questa esperienza professionale, come analista strategico d’intelligence e poi commissario.

Nello specifico il suo compito in Frontex era quello di monitorare i principali fattori che potevano essere all’origine dei flussi migratori verso le frontiere esterne dell’UE e, mediante data mining, anticipare – redigendo report mensili, settimanali e annuali – l’evoluzione dei flussi migratori negli anni a venire. Così, con la convinzione che i migranti avessero del potenziale talento inespresso, è nata l’idea di Mygrants: una piattaforma online per trasformare l’immigrazione in un’opportunità, sia per i rifugiati e richiedenti asilo che per le comunità che li ospitano.

Mygrants offre un percorso di formazione flessibile, fruibile ovunque e in qualsiasi momento.

Mygrants è la prima applicazione in 3 lingue basata sul microlearning appositamente progettata per fornire agli immigrati, attraverso una serie di moduli-quiz tematici, informazioni (sui loro diritti, doveri e sul funzionamento del sistema italiano ed europeo di asilo), formazione (sul fabbisogno occupazionale nazionale per rafforzare, aggiornare e validare  le loro competenze – incluse quelle informali) e supporto all’inserimento lavorativo (favorendo il matching tra bisogno e offerta del mercato a seconda di interessi, conoscenze, abilità espressi).

Il team di Mygrants ha deciso di usare uno strumento digitale perché il 90% dei migranti che arriva in Italia ha meno di 35 anni, questo vuol dire che sono nativi digitali con competenze da rafforzare. L’app, gratuita per gli immigrati (che accedono attraverso un codice di invito), si compone di moduli-quiz tematici ripetibili e a risposta multipla su 3 temi principali nel primo livello: diritto e asilo, sfide sociali e imprenditoria e 4 temi principali nel secondo livello: diritto del lavoro, hard skills, soft skills e valutazione delle lingue.

Attraverso l’erogazione dei moduli formativi è possibile mappare le competenze pregresse, gli interessi, i punti di forza e le aree di miglioramento dei migranti per delineare un profilo personale per ogni singolo trainee. I dati raccolti permettono anche di costruire un report mensile sulla performance di ogni trainee e monitorare il percorso di empowerment avviato. L’app utilizza anche alcuni aspetti di gamification: infatti il trainee, rispondendo correttamente ai quiz, accumula punti e scala classifiche per area geografica e per macrotema. Ciò consente anche a Mygrants di identificare tutti i soggetti più talentuosi, meritevoli e determinati al fine di velocizzare e favorire il loro inserimento nel mercato del lavoro.

Mygrants è online da aprile 2017 e ad oggi ha raggiunto 47mila trainees in Italia e 12mila in Africa (tra Costa d’Avorio, Ghana, Senegal e Nigeria) che passano di media 240 minuti, quindi 4 ore al giorno, ad informarsi e formarsi.

Solo il 18% sono donne, ma sono anche quelle che ottengono i risultati migliori: “Le ragazze sono meno numerose, ma molto più orientate alla qualità che alla quantità. I maschi statisticamente rispondono con maggiore frequenza ai test: fanno più tentativi, ma spesso sbagliano le risposte”, afferma Chris.

Come avviene il collegamento col mondo del lavoro?

Con l’entrata in vigore del Decreto Salvini, Mygrants ha adattato e fatto evolvere il proprio modello di business: dai centri di accoglienza (che acquistano il servizio al costo di 0,50 € al giorno per utente) il focus si è spostato sulle aziende.

L’obiettivo è quello di creare un ponte tra domanda e offerta di lavoro dando la possibilità alle aziende di fare uno scouting aggregato di skills e conoscenze, monitorare le performance dei profili desiderati e, grazie al database di competenze sempre aggiornato, programmare l’attività di HR per assicurarsi la risorsa più adatta alle loro esigenze.

Un’ottima opportunità sia per le aziende che ricercano profili professionali validi e che vogliono valorizzare la diversity e la multiculturalità dei propri team, sia per i nuovi talenti, che possono rafforzare e aggiornare le loro skills e conoscenze secondo il fabbisogno occupazionale.

Storie di successo

Ad oggi Mygrants ha contribuito ad avviare ben 920 percorsi lavorativi. “Vedere che nonostante le difficoltà i ragazzi vogliono continuare a sognare, come nel caso di alcuni trainees che pur avendo ricevuto proposte di contratto a tempo indeterminato hanno preferito rifiutare, perchè hanno un sogno da realizzare e hanno fiducia in loro stessi, è una grande soddisfazione. Molti vogliono creare opportunità invece di trovare lavoro e basta”.

Mygrants è una storia vincente di digital innovation, integrazione e valorizzazione dei talenti e delle diversità.

Autore

Alessia Alò

Alessia Alò

Consultant, Digital Marketing and Communication Specialist di Wise Growth. Classe 1987, laurea in Psicologia Clinica all’Università degli Studi di Bergamo, psicologa, psicoterapeuta in formazione. Si occupa delle strategie di comunicazione e web marketing di Wise Growth e gestisce la rivista online Diversity Management sui temi dell’inclusione e della gestione della diversità; è co-docente in percorsi di formazione sui temi della diversity & inclusion in azienda, in particolare con focus sulle generazioni; ha collaborato e attualmente collabora con realtà non profit che si occupano di adulti e minori con disabilità psichica. È appassionata di nuove tecnologie, grafica e comunicazione digitale.

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