Il tema della violenza, soprattutto quella di genere, continua a rappresentare una questione sensibile e complessa. Nonostante l’ampio spazio dedicato negli ultimi anni a pubblicazioni, dibattiti e campagne di sensibilizzazione, si tratta di un fenomeno ancora tristemente attuale e tutt’altro che risolto.
I recenti avvenimenti legati alla chiusura di siti e pagine Facebook (come “Phica.eu” e “Mia moglie”) hanno riportato l’attenzione sulle diverse sfaccettature della violenza di genere, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera come una delle più gravi emergenze di salute pubblica per le donne a livello globale.
Sempre secondo l’OMS, circa 1 donna su 3 nel mondo è esposta a una qualche forma di violenza di genere nel corso della vita, e purtroppo anche il panorama italiano rispecchia queste statistiche.
I dati, inoltre, ci dicono che il 28% di chi vive situazioni di violenza da parte di partner o ex non ne parla con altre persone (Report D.i.Re, 2023) e spesso l’accesso ai Centri Antiviolenza avviene solo dopo un lungo periodo.
L’importanza dell’ambito lavorativo
Le persone trascorrono circa un terzo della propria giornata sul lavoro: per questo il contesto lavorativo assume un ruolo cruciale. Può rappresentare uno spazio sicuro, talvolta persino un rifugio quando si vive una situazione di violenza domestica, ma può anche trasformarsi, al contrario, in un ambiente in cui si manifestano dinamiche di abuso e molestie.
In un recente report ISTAT (“Le molestie: vittime e contesto”, 2024) emerge che circa due milioni di donne sono state coinvolte in episodi di molestie e ricatti in ambito lavorativo. Uno degli aspetti più critici è la bassa propensione alla denuncia: meno del 5% di chi fa esperienza di violenza, infatti, sporge denuncia o si rivolge alle autorità. Più comune, invece, è la ricerca di supporto informale:
- l’8% si è rivolta a consulenti
- il 14,9% ha segnalato il problema a superiori, datrici e datori di lavoro;
- il 16,3% ne ha parlato confidenzialmente con colleghe e colleghi
I dati mostrano che la metà delle donne che hanno vissuto situazioni di violenza impiega anni prima di cercare supporto. Questo ci invita a riflettere sulle ragioni di questa difficoltà e sugli aspetti psicologici, sociali e culturali che ne stanno alla base.
Le molestie e la violenza sono fenomeni di cui molto spesso si fatica a parlare, anche perché – proprio come se fossero la punta di un iceberg – si portano dietro un mondo spesso invisibile di vissuti nascosti e impliciti.
Si tratta di dinamiche complesse, difficili da decodificare secondo logiche semplicistiche. Come se non bastasse, si portano dietro secoli di storia in cui determinati codici interpretativi si sono stratificati, permeando la nostra cultura. Oggi appare di vitale importanza superare questi paradigmi in favore di nuove chiavi di lettura che possano contribuire attivamente al cambiamento.
È una sfida collettiva che riguarda tutte e tutti. Dalle scuole alle istituzioni, passando anche dalle organizzazioni.
Wise Growth: un approccio sistemico e orientato al rispetto
In Wise Growth da anni ci impegniamo nella sensibilizzazione e nella formazione sulla parità di genere, sviluppando numerosi progetti anche sul tema della violenza. Grazie al supporto di un team multidisciplinare – con professioniste e professionisti dalla solida esperienza in ambito psicologico, legale e consulenziale – adottiamo un approccio integrato e sistemico, volto a costruire una cultura del rispetto e della psychological safety all’interno delle organizzazioni.
Il fenomeno della violenza, infatti, può assumere diverse forme – fisica, psicologica, economica o verbale – e può manifestarsi sia nei contesti organizzativi sia nella vita al di fuori del lavoro. In azienda, ad esempio, si può tradurre in molestie verbali o sessuali, discriminazioni, linguaggio sessista, ricatti o abusi di potere. Proprio per questo, con il progetto “Azienda senza molestie” vogliamo offrire alle organizzazioni strumenti concreti per sviluppare consapevolezza e trasformarla in azione: dalla capacità di riconoscere i segnali e le manifestazioni della violenza fino all’attivazione di strategie efficaci per contrastarla.
Il progetto Azienda senza molestie
Il nostro progetto è pensato per rendere i luoghi di lavoro uno spazio sicuro, affrontando le diverse forme di violenza in modo sistemico. Si rivolge alle aziende che vogliono agire con responsabilità e coerenza attraverso iniziative che possano generare un impatto concreto sulla cultura organizzativa.
La nostra proposta è modulare e flessibile, e si compone di quattro interventi. Ciascuno è finalizzato a sviluppare consapevolezza sul tema e a guidare l’azienda verso azioni efficaci:
- Sensibilizzazione
Eventi online e in presenza (anche in occasione del 25 novembre, ma non solo) per dare voce e nome a comportamenti e vissuti spesso nascosti, con l’obiettivo di diffondere conoscenza, responsabilità collettiva e apertura al dialogo sul tema. - Mappatura
Focus group per analizzare il contesto organizzativo e individuare eventuali criticità, offrendo dati e insight utili per pianificare interventi mirati. - Formazione
Workshop e percorsi formativi dedicati a diversi target aziendali, per sviluppare competenze pratiche di prevenzione, riconoscimento e gestione di molestie, discriminazioni e micro-aggressioni. - Azione: “Manifesto Azienda senza molestie”
Co-costruzione di un manifesto basato su valori e insight raccolti, che possa supportare l’azienda nello sviluppo e nel mantenimento di un ambiente di lavoro fondato sul rispetto.
Affrontare questi temi richiede coraggio e continuità: non è facile, ma è l’unica strada per promuovere luoghi di lavoro sicuri e rispettosi, a beneficio delle persone e delle aziende.
In Wise Growth, grazie al nostro team multidisciplinare, possiamo guidare le organizzazioni passo dopo passo in questo percorso.
Scrivici a info@wise-growth.it per fissare un incontro conoscitivo ed esplorare il percorso più adatto alle esigenze della tua azienda.

