Formazione Sostenibilità umana

Inside Out: la dimensione socio-emotiva del lavoro che cambia

Inside Out: la dimensione socio-emotiva del lavoro che cambia

Il mondo del lavoro sta attraversando una trasformazione vorticosa. I team si compongono e si sciolgono rapidamente, spesso lavorano a distanza e si incontrano solo sullo schermo. Relazioni lavorative sempre più precarie e virtuali richiedono alle persone di sviluppare non solo nuove abilità tecniche, ma anche abilità socio-emotive:

  • la capacità di comprendere sé stesse e le altre persone
  • saper gestire emozioni, conflitti, ansie e aspettative in contesti fluidi e incerti
  • imparare a fare a meno dei tradizionali canali di comunicazione disponibili nel face-to-face, che hanno caratterizzato tutta la nostra storia evolutiva.

Oggi, quindi, il lavoro non ci chiede soltanto di “saper fare” nuove cose in modo nuovo, bensì anche di padroneggiare nuovi modi di “sentire insieme”. Ecco perché, più che in passato. emerge l’esigenza di una “nuova alfabetizzazione” non solo digitale, ma anche emotiva e sociale.

La dimensione socio-emotiva della formazione

La formazione, di fronte a questi mutamenti, non può limitarsi a trasmettere nozioni o abilità operative. Essa assume un valore inestimabile se riesce ad essere un luogo di cura socio-emotiva, dove le persone imparano a:

  • riconoscere e condividere ciò che provano
  • dare senso collettivo all’esperienza lavorativa.

I percorsi formativi che più efficacemente aiutano le persone dal punto di vista sociale ed emotivo sono quelli che creano spazi di parola, ascolto e riflessività condivisa, nei quali le emozioni tornano a essere parte viva della professionalità (non quelli che insegnano “tecniche” di gestione dello stress o di team building).

Un punto di riferimento importante per ripensare la formazione è offerto dal framework OCSE sulle socio-emotional skills, che individua cinque grandi aree di sviluppo personale:

  1. la consapevolezza di sé
  2. la gestione di sé
  3. la consapevolezza sociale
  4. le abilità relazionali
  5. la capacità di prendere decisioni responsabili.

Questo modello, costruito per condurre un pluriennale Study on Social-Emotional Skills (OCSE, 2019-2023 https://www.oecd.org/en/about/programmes/oecd-survey-on-social-and-emotional-skills.html), riconosce che il benessere, l’apprendimento e la collaborazione dipendono da un equilibrio tra mente, emozioni e relazioni.

PISA for personality testing – the OECD and the psychometric science of social-emotional skills | code acts in education

Un secondo riferimento per la crescita delle organizzazioni è l’ambito– ormai consolidato, sebbene finora ristretto a campi molto specifici – delle pratiche di cura della dimensione socio-emotiva: momenti strutturati di riflessione collettiva, supervisioni di gruppo, attività espressive o narrative che permettono di elaborare in gruppo le risonanze emotive del lavoro. Un terreno di sperimentazione di queste pratiche è, da diversi anni, quello delle professioni sanitarie. Attorno ad esse, il movimento delle medical humanities ha lavorato sull’integrazione di linguaggi narrativi, artistici e filosofici per umanizzare la cura e sostenere chi cura.

Nuove prospettive: “professional humanities

A partire da questo orizzonte – e tenendo conto del contesto sempre più sfidante che abbiamo tratteggiato più sopra – può nascere l’idea più ampia di “professional humanities”: un invito a diffondere e facilitare in tutti i contesti di lavoro la possibilità di esprimere e condividere la parte affettiva e relazionale delle professioni. Alla base di questa nuova prospettiva vi è il riconoscimento del fatto che prendersi cura delle persone significa anche prendersi cura del modo in cui esse vivono il lavoro. I molti e diversi aspetti legati alla vita professionale spesso possono rimanere nascosti o coperti da veri e propri “tabù”. È importante invece che le persone siano non solo legittimate, ma anche incentivate alla condivisione e all’elaborazione collettiva di tali vissuti in un’ottica di pluralità e di human sustainability.

Inside out. La dimensione socio-emotiva dell’educazione e della formazione tra abilità, pratiche e linguaggi

Nel recente libro Inside Out. La dimensione socio-emotiva dell’educazione e della formazione tra abilità, pratiche e linguaggi (Mimesis, 2025), queste linee si intrecciano in un percorso che va dalla scuola ai luoghi di lavoro, mostrando come la formazione possa diventare una pratica di umanizzazione.

Nel volume, ho voluto evidenziare come il mondo della formazione si stia sviluppando con velocità sempre più vorticosa verso la smaterializzazione dei percorsi e la riduzione degli aspetti relazionali ed emotivi.

E se fosse possibile creare una formazione di tipo nuovo? Che non rinneghi ma anzi faccia leva su innovazioni quali il digitale, l’Intelligenza Artificiale, le relazioni a distanza? Una formazione che generi spazi di condivisione sociale ed emotiva, arricchiti dai linguaggi delle humanities e “curativi”? Il mio obiettivo, attraverso questa domanda, è quello di proporre una vera e propria sfida, per molti versi inedita, all’interno del panorama e del paradigma performativo della società e delle organizzazioni di oggi.


Se pensi che progetti su questo tema possano adattarsi alla tua azienda scrivici a info@wise-growth.it. Saremo felici di fissare una call di approfondimento. da oltre 17 anni, Wise Growth , accompagna le aziende nello sviluppo di un cambiamento autentico e sostenibile dal punto di vista umano. Lo fa attraverso progetti pensati a partire dalle specificità aziendali e grazie all’approccio plurale e “saggio” che la contraddistingue.

Riferimenti

Autore

Emanuele Serrelli

Dottore di ricerca in Scienze della formazione e della comunicazione con numerose esperienze internazionali, insegna pedagogia presso la Facoltà di Psicologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove collabora anche con la UNESCO Chair on Education for Human Development and Solidarity among Peoples, con il CESVOPAS Centro Studi sul Volontariato e la Partecipazione Sociale, e con i corsi di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione e in Media Education.

In Wise Growth coordina l’area Disabilità e Caregiving e sviluppa progetti nell’ambito del disability management, esperienze formative e ricerche focalizzate sulla movimentazione di stereotipi, pregiudizi e “visioni tunnel” per la facilitazione del lavoro in contesti plurali. È autore di molte pubblicazioni (tra le più recenti La cultura del rispetto: oltre l’inclusione, con M.C. Bombelli, Guerini 2021; L’altro educatore: verso le competenze di secondo livello, con L. Cadei, D. Simeone e L. Abeni, Scholé 2022; e Migrant Meanings: The Roles of Metaphor in Education, Pensa Multimedia 2022) 

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