Gender Gap Industria musicale

La parità di genere nell’industria musicale

La parità di genere nell'industria musicale
Scritto da Elena Acampora

Ancora oggi è difficile dire con certezza quando è nata la musica. Ciò che invece è più facile affermare, è che l’industria musicale è parte integrante di ogni società e di ogni cultura. In quanto tale è responsabile della costruzione e diffusione di conoscenze, credenze e modelli. Per questi motivi, può essere utile approfondire la tematica della parità di genere alla luce di un mondo, per molte persone poco conosciuto, come quello musicale.

Anche nella musica esiste il divario di genere

Ebbene sì, anche nell’industria musicale esiste un problema di divario di genere. Questo ostacolo deriva dal persistere di strutture economiche e culturali di tipo patriarcale, come stereotipi e pregiudizi nei confronti delle donne, ancora oggi molto radicati nella nostra società. Ma non solo. I fenomeni della sessualizzazione e della centralità del corpo femminile, la sottovalutazione di sé stesse, delle proprie capacità e del proprio talento, sono solo alcuni dei meccanismi di esclusione e autoesclusione da parte delle donne nel mondo professionale.

In questo contesto (e non solo), le donne sono soggette ad un giudizio di tipo multifattoriale. Rispetto agli uomini, infatti, giudicati principalmente sulla dimensione della competenza, la valutazione femminile professionale comprende la moralità, la capacità di relazionarsi, l’aspetto fisico e le prospettive future. Un giudizio che va oltre la competenza e che spesso può causare anche un rallentamento di avanzamento della carriera. Ciò significa che, tuttora, il ruolo ricoperto dalle donne nel mondo professionale è ancora troppo stereotipato e pieno di pregiudizi. Questo si ripercuote su altri fenomeni come il soffitto di cristallo, il problema del mansplaining, e il gender pay gap, solo per citarne alcuni.

Un’evoluzione ancora troppo lenta

Negli ultimi anni è sicuramente iniziato un processo di cambiamento, grazie ad una maggiore sensibilizzazione e una presa di coscienza generale da parte della società, della politica e del mondo musicale. Tuttavia, come dimostrano varie ricerche nazionali e internazionali, una situazione di parità è ancora molto lontana.

Ad esempio, a livello internazionale, è il rapporto annuale dell’Università Annenberg di Los Angeles promosso da Spotify, dal titolo “Inclusion in the Recording Studio? Gender & Race/Ethnicity of Artists, Songwriters & Producers across 1,100 Popular Songs from 2012 to 2022”, che dimostra il forte divario di genere presente nel mondo musicale. La ricerca prende in considerazione un campione di 1100 canzoni prodotte dal 2012 al 2022, esaminando l’inclusività del settore all’interno della Billboard Hot 100 Year and Chart, una delle più celebri classifiche musicali a livello globale.

La parità di genere nell'industria musicaleNell’arco degli 11 anni presi in considerazione dalla ricerca, si può notare come la presenza delle donne sia fortemente minoritaria. Nell’ambito artistico le donne sono il 22,3% con un rapporto di una donna ogni 3,5 uomini. Nella popolazione di autori solo il 12,8% sono autrici, con un rapporto di una donna ogni 6,8 uomini. Tuttavia il dato più allarmante viene dal mondo della produzione, con solo il 2,8% di donne e un rapporto che vede una donna ogni 34,1 uomini.

La scena musicale italiana

Anche nella scena musicale del nostro Paese esiste un problema di divario di genere, pur trattandosi di un mercato in continua crescita, come dimostrano i dati FIMI. Infatti nel 2020, nonostante la pandemia, il mercato musicale italiano ha avuto una crescita dell’1,4% e, nel primo semestre del 2022, del 18,33% con un fatturato di oltre 153 milioni di euro.

Tra i vari dati che dimostrano la presenza di un grosso divario di genere nella musica italiana troviamo le classifiche FIMI: tra i 20 dischi più venduti del 2021 si trova solo una donna, ovvero Madame con il suo album “Madame“. Sempre lei è stata l’unica cantautrice a raggiungere la prima posizione in classifica nella sezione Album nel 2021. Nel 2022 invece, l’unica artista prima in classifica sempre nella sezione Album, è stata Elisa con il suo ultimo disco “Ritorno al futuro/Back to the future“. Per quanto riguarda le classifiche dei singoli, nei due anni presi in considerazione, nessuna donna ha raggiunto il podio.

Un festival (ancora) tutto al maschile

La mancanza di donne nelle prime posizioni è stata riscontrata anche nella 73esima edizione del Festival di Sanremo, svolta dal 7 all’11 febbraio di questo anno, che ha visto arrivare in finale i brani di 5 artisti maschili (i cantanti: Marco Mengoni, Lazza, Mr Rain, Tananai e Ultimo) escludendo dal podio tutte le partecipanti femminili in gara.

Volevo dedicare questo premio a tutte le donne che hanno partecipato e portato dei pezzi meravigliosi su questo palco” commenta Marco Mengoni sul palco dell’Ariston, appena acclamato vincitore con il brano Due Vite. “Ci sono rimasto molto male, sarebbe stato bellissimo avere sul palco con noi almeno una donna. Avevano canzoni meravigliose. Credo che dobbiamo andare avanti e cambiare qualcosa in questo paese», spiegherà in conferenza stampa il giorno successivo alla vittoria. Ennesima dimostrazione che il problema del divario di genere esiste anche nella musica italiana, e che è arrivato il momento di creare un cambiamento sempre più concreto.

Promuovere il cambiamento nell’industria musicale

Negli ultimi anni il problema del gender gap nella musica (e non solo) sta trovando sempre più spazio all’interno del dibattito politico, sociale e culturale. Questo rinnovato interesse si deve anche al lavoro di realtà e organizzazioni internazionali e nazionali che si sono attivate per creare un’industria discografica sempre più inclusiva.

Tra quelle che si impegnano a livello internazionale, un ruolo fondamentale è riconosciuto a Keychange. Il network internazione dal 2017 ha l’obiettivo di trasformare il futuro della musica incoraggiando festival, organizzazioni musicali ed etichette discografiche a includere sempre più donne e generi sottorappresentati, trasformando l’industria musicale in un luogo sempre più inclusivo. Il progetto, fin dal primo momento, è stato supportato economicamente dal Creative Europe Programme, un programma di finanziamento da parte della Commissione Europea a sostegno delle arti, della cultura e del settore creativo. Proprio grazie a questo programma, nel 2019 Keychange è approdato in Italia.
Non solo Keychange: infatti, a livello internazionale ci sono tantissimi enti che si impegnano nella lotta al divario di genere nel mondo musicale.

Esempi virtuosi anche in Italia

Fra questi figura Shesaid.so, una comunità globale nata a Londra nel 2014, ad oggi con 18 sedi in tutto il mondo, compresa l’Italia, che lavora per ottenere un’industria musicale più equa tramite programmi di mentoring, eventi e campagne che promuovono l’uguaglianza, la diversità e l’inclusione. Un’altra menzione va fatta a IAWM – International Alliance for Women in Music. Nata nel 1995 e con 28 sedi in tutto il mondo, è la principale organizzazione mondiale dedicata all’equità, alla promozione e alla difesa delle donne nella musica. Ulteriore realtà è WAM – Women’s audio mission, che si rivolge in maniera specifica alle donne nel mondo della produzione.

Anche in Italia negli ultimi anni sono nati enti e associazioni volti a favorire l’accesso delle donne nell’industria musicale. Fra questi vi sono Equaly, la prima realtà italiana che tratta il tema della parità di genere nel music business, e il collettivo POCHE, nato nel 2020 con l’obiettivo di essere un luogo di lavoro sicuro, di condivisione e di ricerca per tutte le donne produttrici.

Quali prospettive future?

La parità di genere nell'industria musicalePer continuare il percorso verso la parità di genere, sia nella scena musicale internazionale che in quella nazionale, è fondamentale ricordarsi di fare un passo indietro. Occorre infatti in primis confrontarsi con alcuni stereotipi e pregiudizi che sono presenti da secoli nella nostra società e nella nostra cultura. Bisogna quindi modificare la percezione che si ha della donna, delle sue capacità e del suo ruolo all’interno di ogni cultura e di ogni ambiente, eliminando gli ostacoli che ne limitano una carriera sostenibile e di successo.

Gli investimenti economici sono sicuramente molto importanti nella strada per tale cambiamento e, altrettanto vitale, è impegnarsi a scegliere e supportare le donne e la loro carriera lavorativa. In questo è bene ricordare sempre che il fine ultimo di questa battaglia sociale ma anche di istituzioni come Keychange, non è quello di permanere nel tempo, ma di scomparire non appena l’obiettivo della parità di genere verrà raggiunto. Il lavoro che svolgono queste organizzazioni è necessario per incoraggiare e accompagnare il cambiamento, per aumentare la conoscenza del problema, e per proporre nuove idee e opportunità. Tuttavia, l’industria musicale e, ancora prima, la società sono i principali promotori di questa trasformazione.


Bibliografia:

A. MICALIZZI, Women in creative industries. Il gender gap nell’industria musicale italiana, Franco Angeli, Milano, 2021;
E. ACAMPORA, Il divario di genere nell’industria musicale: il modello Keychange, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 2023
K. HERNANDEZ – S. SMITH – K. PIEPER, Inclusion in the Recording Studio? Gender and Race/Ethnicity of Artists, Songwriters & Producers across 1100 Popular Songs from 2012-2022, USC Annenberg, Los Angeles, 2023

Sitografia:

FIMI – Il mercato italiano cresce del 18% nel primo semestre del 2022 https://www.fimi.it/mercato-musicale/dati-di-mercato/mercato-italiano-cresce-del-18-nel-primo-semestre-2022.kl
REPUBBLICA – Sanremo 2023, trionfa Marco Mengoni: “Dedico la vittoria a tutte le donne in gara” 
https://video.repubblica.it/dossier/festival-sanremo-2023-video/sanremo-2023-trionfa-marco-mengoni-dedico-la-vittoria-a-tutte-le-donne-in-gara/438056/439022
REPUBBLICA – “Sanremo 2023, Marco Mengoni: “Nessuna donna nella top 5: devono cambiare ancora molte cose” https://video.repubblica.it/dossier/festival-sanremo-2023-video/sanremo-2023-marco-mengoni-nessuna-donna-nell-top-5-devono-cambiare-ancora-molte-cose/438079/439045#:~:text=Copia-,Sanremo%202023%2C%20Marco%20Mengoni%3A%20%22Nessuna%20donna%20nella%20top%205,ci%20fosse%20neanche%20una%20donna.
ROLLING STONE – Rolling Words: Gender Gap nella musica italiana – https://www.youtube.com/watch?v=tKjCoSr89h4&ab_channel=RollingStoneItalia

Autore

Elena Acampora

Classe 1998, si è laureata in Scienze della Comunicazione presso l'Università di Bologna, proseguendo poi nel percorso di specializzazione in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo presso l'Università Cattolica di Milano.
Appassionata di musica fin da bambina, ha svolto un percorso di studi multidisciplinare che le ha permesso di applicare un approccio comunicativo ed economico alle discipline artistiche, culturali e dello spettacolo, alimentando nel tempo un forte interesse per la comunicazione, lo sviluppo, l'innovazione e la ricerca nel settore dell'entertainment.

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