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La nuova frontiera dell’accessibilità web

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Davide Aralla
Scritto da Davide Aralla
Viviamo nel pieno di una rivoluzione tecnologica.

Nel corso della pandemia sono stati fatti grandi passi avanti verso la digitalizzazione. Quasi senza rendercene conto, tante operazioni che fino a poco tempo fa richiedevano uno spostamento e un’interazione umana, vengono svolte online.
Pensiamo ad esempio all’acquisto di un biglietto o l’invio di un bonifico, sono azioni che possiamo svolgere con pochi semplici click, comodamente da casa nostra.

Ma è davvero così semplice per tutti? Siamo sicuri che questa rivoluzione tecnologica abbia portato beneficio alla totalità della popolazione? La risposta purtroppo è no.

Il web è un luogo  ancora inaccessibile per oltre il 20% della popolazione mondiale[1]: tutti coloro che hanno una qualche forma di disabilità fisica o cognitiva.
La corsa alla digitalizzazione rende sempre più necessario poter far sì che il web sia accessibile e fruibile alla totalità della popolazione, per porre fine a un problema ingente che va risolto in ottica di eguaglianza e inclusione.

L’accessibilità web è un termine sempre più presente nei media. Internet occupa infatti un ruolo centrale nelle nostre vite e farne un uso limitato è impensabile per la nostra società. Tuttavia, una persona su cinque, nel mondo, si ritrova a incontrare notevoli difficoltà quando si tratta di navigare sul web. Questo succede perché solo il 3% dei siti è accessibile[2], nonostante le numerose iniziative intraprese per raggiungere questo obiettivo. Vediamo quindi cos’è l’accessibilità web e come raggiungerla.

Ma che cos’è l’accessibilità web?

L’accessibilità web è la possibilità che un utente con disabilità possa usufruire senza limitazioni o difficoltà di un contenuto offerto su un sito web o su un’applicazione. In generale, il termine “accessibilità” indica la possibilità che un utente con disabilità possa fruire appieno del servizio messo a disposizione.

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Per lungo tempo l’accessibilità web, pur essendo nota e definita, è rimasta appannaggio di pochi sviluppatori virtuosi. Oggi, fortunatamente, esistono numerosi obblighi di legge volti a rendere internet un luogo più accessibile.

In Italia esiste la legge Stanca, l. n. 4 del 2009, che introdusse numerose prescrizioni in materia di accessibilità e viene aggiornata tuttora.    

Inoltre, la situazione pandemica ha obbligato un’accelerazione di tutti i processi tecnologici e digitali che hanno dovuto adattarsi nella maniera più user-friendly possibile, semplificando di fatto tantissimi processi che già solo nel 2019 richiedevano uno spostamento fisico. Questo processo non ha però preso in considerazione tutto ciò che concerne l’accessibilità web. Quindi, se da una parte la vita è migliorata perché con pochi click puoi evitare la coda ad uno sportello, dall’altra per quelle 3.150.000 persone (il 5,2% della popolazione in Italia)[3] [1] questi click diventano un ostacolo in più, andando ad escluderle da un servizio pubblico, un e-commerce o un sito informativo.

Ad oggi, il 20% della popolazione mondiale ha difficoltà a navigare sul web, dai servizi pubblici agli e-commerce delle multinazionali.    

Una soluzione come AccessiWay, automatica, efficace, poco costosa e che fornisce la possibilità di personalizzazione del sito in base alle proprie esigenze è la via da percorrere per un web realmente accessibile. Non a caso moltissime realtà istituzionali, privati, PMI e pubbliche amministrazioni stanno prendendo parte a questa rivoluzione.

Come è nata la partnership con Wise Growth?
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Con Wise Growth c’è stata fin da subito un’interazione valoriale molto forte, tassello che cerchiamo ogni volta che vogliamo instaurare una partnership duratura.

Abbiamo condiviso valori importanti, come inclusione, accessibilità, rispetto, sostenibilità, equità e pluralità, e ci siamo trovati a ragionare sul fatto che il cambiamento parte dalle piccole cose quotidiane, concrete, tangibili.

Il sito di Wise Growth (www.wise-growth.it) è oggi accessibile alle persone con disabilità e a tutti coloro che vogliono personalizzare la propria esperienza di navigazione. Tutti, nella quotidianità, possiamo contribuire a rendere il mondo un posto migliore, e perchè non cominciare proprio dal nostro sito web, dalla vetrina verso l’esterno? Un piccolo grande passo verso un mondo più inclusivo.


[1] Fonte: World Report on Disability (who.int)

[2] Fonte: WebAIM: The WebAIM Million – An annual accessibility analysis of the top 1,000,000 home pages

[3] Audizione dell’Istat presso il Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità – 2021

Autore

Davide Aralla

Davide Aralla

Vede nascere AccessiWay, dove si occupa di Marketing & Sales. Curioso, appassionato di marketing e fan della musica.

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