Lavoro e Management New ways of working Testimonianze aziendali

New Ways of Working: intervista a Federico Pedron, founder di Zwap

I recenti cambiamenti nel mondo del lavoro portati dalla pandemia hanno dato vita ad aziende e startup dedicate alle inedite necessità emerse. 

Tra queste vi è Zwap, una piattaforma di networking da remoto che ha l’obiettivo di facilitare relazioni autentiche nel mondo del lavoro.
La redazione di Diversity Management ha intervistato uno dei founder, Federico Pedron, con il quale abbiamo riflettuto insieme sui nuovi scenari possibili nel contesto dei New Ways of Working.

Relazioni autentiche da remoto: l’intuizione di Zwap

L’intuizione da cui si è sviluppato il progetto di Zwap è nata durante la pandemia, nel 2020.

I founder Federico Pedron, Luigi Adornetto e Luca Tamborino Frisari si sono conosciuti online, proprio durante il primo lockdown. Nonostante la distanza hanno capito insieme che era possibile creare qualcosa di nuovo e stringere delle relazioni autentiche anche da remoto.
Questo ha portato a voler sperimentare diversi progetti e arrivare quindi alla creazione di Zwap. 

«Zwap parte dall’idea di creare una piattaforma che faciliti la nascita di legami tra professionisti e professioniste che condividono interessi, ambizioni e obiettivi di carriera» afferma Pedron.

Le connessioni come motore di inclusione

Chi usa Zwap può accelerare la propria crescita professionale ed espandere la propria rete di contatti in maniera efficace. Ciò proprio grazie alle connessioni umane. 

Questo porta anche a una maggiore inclusione, come osserva Federico: 

«Non tutte le persone hanno le stesse opportunità nella vita: per questo motivo Zwap vuol essere quell’acceleratore che abbatte le barriere e garantisce un flusso continuo di nuove idee, punti di vista e sfide professionali».

 Future of Work e nuove opportunità

La pandemia ha velocizzato il cambiamento nel mondo del lavoro e ha aperto le porte a molteplici opportunità imprenditoriali. 

New Ways of Working: intervista a Federico Pedron, founder di Zwap

«Abbiamo individuato un’opportunità nella trasformazione del mondo lavorativo, il cosiddetto Future of Work e nella difficoltà di creare nuove relazioni significative da remoto» spiega Pedron.

Milioni di persone ora lavorano online, con strumenti che fino a oggi erano entrati nel mercato solo marginalmente (come Zoom o servizi simili) e che da allora sono ormai nel vocabolario di ogni persona, a prescindere da età e settore lavorativo. 

«Questo ha fatto sì che la nostra soluzione si diffondesse rapidamente e fosse percepita come parte di una routine ormai diventata nuova normalità: socializzare online e tramite videochiamate» .

Secondo Pedron lavorare da remoto non significa per forza essere da soli o da sole. Negli ultimi due anni infatti sono nati nuovi movimenti di lavoratori e lavoratrici che vogliono essere più connessi con la propria organizzazione e con colleghi e colleghe. E il trend è in costante crescita.

New Ways of Working: quale sarà l’evoluzione del lavoro?

Il mondo del lavoro cambia e sta cambiando sempre più rapidamente: si parla ormai di New Ways of Working”. 

«Una delle maggiori sfide nei prossimi anni sarà riuscire ad attrarre talenti a tutti i livelli. Dal brand affermato alla startup early-stage con il sogno di voler sfidare i grandi» riflette Federico. 

Si sta passando da un modello di lavoro centralizzato, caratterizzato da gerarchie, orari e benefit tradizionali, a un modello decentralizzato in cui chi lavora desidera libertà e flessibilità. 

L’importanza della flessibilità 

La flessibilità è ormai una caratteristica intrinseca nel nostro modo di lavorare e della cultura di cui Zwap vuole essere ambasciatrice.

Questo sta portando i cosiddetti knowledge workers a essere interessati a una carriera da freelance o da lavoratore o lavoratrice indipendente. Secondo una recente ricerca condotta da BrainTrust, infatti, solo negli USA ci sono potenzialmente 85 milioni di persone che stanno considerando la possibilità di diventare freelance. 

Questa condizione nasce da 3 benefici primari: la libertà geografica, la possibilità di lavorare a progetti di proprio interesse e la flessibilità. Tuttavia, resta forte ancora oggi la preoccupazione relativa alla stabilità finanziaria, che rimane la prima barriera al lavoro da indipendente. 

Sempre più aziende offriranno la possibilità di lavorare da remoto e questo permetterà quindi di poter allargare il bacino di potenziali talenti da cui attingere. Inoltre, è molto probabile che in futuro sempre più organizzazioni assumeranno lavoratori e lavoratrici indipendenti, riducendo così tempi e costi di assunzione, favorendo velocità di esecuzione e risultati. 

Zwap: il valore di una community

La piattaforma si rivolge principalmente a professionisti che lavorano nel Design, nel Marketing e nello Sviluppo Software. 

Di questi circa il 70% lavora da remoto e si trova su Zwap per trovare nuovi collaboratori o collaboratrici, lanciare un nuovo progetto o confrontarsi con nuovi punti di vista e idee. 

«È entusiasmante vedere come la community sia di supporto alle tante sfide professionali che vengono vissute nelle diverse fasi di carriera» afferma Federico.

Notiamo che sempre più professionisti e professioniste preferiscono entrare a far parte di un gruppo ristretto e rappresentativo dove poter trovare supporto, consigli e poi nuove opportunità di lavoro. 

Come confermato da diverse fonti (tra cui LinkedIn & Hubspot), l’85% delle posizioni lavorative disponibili viene coperto tramite persone conosciute tramite attività di networking. 

Parte della mission di Zwap è ridurre il network gap e accelerare lo scambio di informazioni tra persone che condividono ambizioni simili. 

Inclusione: tra lavoro da remoto e networking online

Il remote working e in particolare il networking online possono essere strumenti vantaggiosi per le persone più a rischio esclusione e con maggiori esigenze di flessibilità.

New Ways of Working: intervista a Federico Pedron, founder di Zwap

Come già raccontato su Beyond Work, il blog di Zwap dedicato al futuro del lavoro, la pandemia ha avuto il lato positivo di favorire il dialogo sulla flessibilità e sulla salute mentale.
Due temi di cui ormai si parla molto e che sono di fondamentale importanza per le persone con disabilità e per chi ha grandi responsabilità di cura. 

Orari flessibili e spazi accessibili sono vantaggi che migliorano la qualità di vita di tantissime persone, non solo di quelle che si battono per ottenerli.

Anche il networking online presenta numerosi benefici per gli individui più a rischio di esclusione. Infatti, la rete abbatte le gerarchie e favorisce il dialogo tra persone che probabilmente nella vita reale non si sarebbero mai conosciute.

«Chi sceglie di mettersi in gioco in questa attività parte con una propensione all’ascolto e all’accettazione. Ciò fa in modo che l’incontro con una nuova persona avvenga per soddisfare il proprio interesse nei confronti delle altre persone, non i propri pregiudizi» conclude Pedron. 

Autore

Redazione Diversity-Management.it

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