Diversity and Inclusion Gender Equality Testimonianze aziendali

Inclusione: La visione di Kering. Uscire dai confini aziendali

La filosofia e le prassi della D&I si sono in questi anni largamente diffuse, con progetti sempre più interessanti e sofisticati.
Il rischio è che gli interventi si limitino ad una porzione di popolazione, quella occupata in grandi aziende interessate al tema, che già godono di molte opportunità connesse ad un lavoro stabile e alle plurime offerte di welfare che in questi anni vengono proposte.

Al di fuori esiste, purtroppo, un esteso mondo di precariato, di scarse opportunità se non, diciamolo, di sfruttamento.

La scelta di Kering: un progetto dedicato alla supply chain

La scelta di Kering è estremamente innovativa e riguarda un progetto dedicato alla propria supply chain, con l’obiettivo di estendere la propria filosofia sulla gender equality ai fornitori che sono i partner più vicini ed importanti.
Per meglio comprendere sia la motivazione e la struttura del progetto, abbiamo intervistato Geraldine Vallejo direttrice del programma sostenibilità per avere maggiori informazioni sulle motivazioni, lo stato dell’arte e passi futuri.

Inclusione in Kering: un progetto che viene da lontano

Il primo punto che viene messo in luce è che l’impegno sul fronte dell’equità di genere viene da lontano e discende direttamente dal fondatore François-Henri Pinault e dalla sua personale motivazione al tema. Nel 2008, infatti, è stata creata la Fondazione Kering con l’obiettivo di collaborare con ONG e istituzioni che combattono per arginare la violenza contro le donne. 

Dal 2015 il Gruppo Kering è partner ufficiale del Festival di Cannes.
Poiché la parità di genere è un impegno prioritario, il Gruppo ha istituito il premio Women In Motion con l’intento di mettere in luce il contributo delle donne che lavorano nel cinema, sia davanti sia dietro la macchina da presa, e più in generale, negli ultimi anni, il loro contributo alle arti e alla cultura. 
Da allora, il programma è stato esteso alla fotografia, all’arte e alla letteratura.

Condividere obiettivi strategici con la supply chain

È con questo retroscena all’attivo che è stato proposto ad alcuni brand del gruppo (Bottega Veneta, Gucci, Pomellato e Kering Eyewear) un progetto pilota di coinvolgimento di molte aziende della supply chain. 

Sottolinea Geraldine:

Oltre all’obiettivo di affrontare il divario di genere abbiamo anche la convinzione che l’inclusione sia un requisito fondamentale per avere delle aziende partner orientate all’innovazione, allo  sviluppo e alla sostenibilità”.  

Una visione che individua nella catena di fornitura non un mero scambio economico, ma la condivisione di una visione e di obiettivi strategici.

Il percorso è iniziato con l’individuazione delle aziende da coinvolgere, la richiesta di un impegno comune per somministrare dei questionari sia ai manager che ai collaboratori, seguiti da focus group di approfondimento. Un approccio che parte dalla rilevazione della realtà, dalle istanze e bisogni concreti.

La ricerca e i risultati

Anche per i ricercatori di BSR- Wise Growth, che hanno affiancato l’azienda in questa avventura, si è trattato di un territorio completamente nuovo, lontano dalle tradizionali sedi aziendali e immerso nei luoghi della produzione e proprio per questo estremamente interessante.
L’intero percorso è stato condiviso con la Camera Nazionale della Moda Italiana, sui cui sito è scaricabile il report della ricerca , e da Valore D che ha fatto parte dell’advisory board.

I risultati sono stati comunicati i in primo luogo attraverso un evento, patrocinato dalla stessa Camera Nazionale della Moda Italiana, che ha coinvolto un numeroso pubblico anche di altri brand nel dicembre 2019 a immediata conclusione del lavoro di ricerca.

Successivamente nel settembre 2020 Kering ha organizzato un road-show di presentazione dei risultati e discussione delle maggiore tematiche emerse moderato dalla giornalista Maria Latella che ha coinvolto il maggior numero possibile di fornitori in modalità online.

Il percorso non si ferma

Un successo quindi, che però, sempre nella visione di Kering raccontata da Geraldine Vallejo, è solo una tappa di percorso che si ritiene lungo e continuativo.

Il supporto ai fornitori, infatti, è continuato con la proposta di attività formative rivolte in primis al target femminile, per supportare una maggiore consapevolezza di sé e del proprio approccio al lavoro, ma anche ai responsabili e proprietari delle aziende per costruire insieme una cultura dell’inclusione sempre più consapevole.

La progettazione formativa ha diversificato gli obiettivi per le donne white e blue collar, con una focalizzazione per entrambe al work and life balance e alla gestione della maternità, e una accentuazione nell’universo impiegatizio alle carriere femminile e alla difficoltà che si incontrano.

Un impegno che va condiviso

L’ultima sfida è condividere questo impegno a 360° con gli HR manager, ove presenti, e soprattutto con i colleghi uomini al fine di promuovere una cultura orientata alla consapevolezza dei comportamenti che concorrono a creare un clima rispettoso ed inclusivo. Un approccio che individua nella collaborazione tra i generi un elemento importante per sostenere il cambiamento culturale auspicato.

“L’impegno di Kering – continua Geraldine – è ora quello di coinvolgere altri brand e aziende della moda in questo percorso”. 
Quando i progetti sono orientati a valori sociali condivisi è opportuno che si superi la tradizionale competizione commerciale a favore di una cooperazione di ampio respiro.

Un itinerario che apre nuove e interessanti prospettive per dare attuazione a quel “Manifesto della sostenibilità” che la Camera Nazionale della Moda Italiana ha promosso e che continua a diffondere. 

Nel ringraziare Geraldine per la disponibilità e tutto il team di Kering per l’impegno che continua a promuovere, sono personalmente felice che la moda italiana, da sempre ambasciatrice nel mondo di bellezza e innovazione, diventi anche un veicolo di promozione sociale e di inclusione.

Autore

Cristina Bombelli e Lucilla Bottecchia

Cristina Bombelli e Lucilla Bottecchia

Cristina Bombelli:
È fondatrice e presidente di Wise Growth. È stata professore presso l’Università di Milano Bicocca e per anni docente della Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Ha fondato, presso la SDA Bocconi, il laboratorio Armonia, un centro di ricerca sul diversity management sostenuto da un network di imprese. È stata visiting scholar presso l’Università di La Verne, California. È pubblicista e autrice di numerosi articoli sui temi del comportamento organizzativo e della gestione delle diversità. È stata presidente per alcuni anni della fondazione “La Pelucca” onlus di Sesto San Giovanni. È certificata IAP di THT (Trompenaars Hampden – Turner) per la consapevolezza interculturale ed executive coach con Newfield. Ha pubblicato numerosi libri tra i quali i più recenti: Alice in business land, diventare leader rimanendo donne, Guerini & Assocati, 2009; Management plurale, diversità individuali e strategie organizzativa, ETAS, 2010; Un manager nell’impero di mezzo, Guerini & Associati, 2013; Generazioni in azienda, Guerini & associati, 2013; Amministrare con sapienza, la regola di San Benedetto e il management, GueriniNEXT, 2017.

Lucilla Bottecchia:
Laurea in Psicologia presso l'Università di Padova, psicoterapeuta segue l'approccio centrato sulla persona di Carl Roger. Supporta gli individui e le organizzazioni in materia di diversità e inclusione, cercando la convergenza della realizzazione individuale con gli obiettivi organizzativi. Il suo interesse principale sono le aree di genere: equilibrio vita/lavoro, rientro dalla maternità in azienda ed empowerment. E' certificata IAP di THT (Trompenaars Hampden- Turner) per la consapevolezza interculturale. Per oltre 15 anni ha lavorato nel marketing come Marketing Research Director a livello italiano ed internazionale. E' stata anche docente presso il Dipartimento di Marketing dell'università Bocconi e SDA Bocconi Business School di Milano. Coautrice di .”Maternità, lavoro, vita” in Girelli L., Mapelli A. (a cura di), “Genitori al lavoro. L’arte di integrare, figli, lavoro, vita” GueriniNext 2016.

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