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Leadership e percezione di sé: un approccio somatico

Patrizia Aroldi
Scritto da Patrizia Aroldi

La leadership è prima di ogni altra cosa consapevolezza, presenza a sé. Senza consapevolezza di chi siamo non si può parlare di leadership ma di stereotipi, di imitazione di modelli esterni.

Ma come fare, concretamente, per acquisire questa consapevolezza, far emergere il proprio carisma e incarnare la propria leadership?

Wise Growth ha messo a punto, in 10 anni di esperienza, tecniche e strategie di tipo somatico focalizzate sull’importanza del corpo, che si sono rivelate particolarmente efficaci per migliorare l’esercizio della leadership, la percezione di sè e non ultimo la propria presenza scenica.

Vediamo insieme quali potrebbero essere delle modalità per supportare questo processo:

  • Percorsi somatici
    Senza un contatto con il corpo la Leadership diventa solo un concetto
    , un’idea della mente che esprime poca energia. Obiettivo di questi percorsi è aderire alle proprie aspirazioni più profonde, ascoltare finemente le sensazioni interne, recuperare il contatto con il proprio corpo e metterlo sul palcoscenico della vita per come è: non bello, non brutto, non sano o malato, ma corpo in sé. La separazione mente/corpo è quella progressiva frattura che colpisce con maggiore incidenza le persone che svolgono professioni intellettuali, manageriali e ad alto contenuto di stress. Sono attività caratterizzate da una costante attenzione cognitiva che tende ad annullare la percezione corporea. A poco a poco non si percepiscono più i segnali di tensione e rigidità fisica, il corpo diventa cieco e sordo a sé stesso. Si usa il corpo come una macchina che porta in giro la testa, un taxi per il cervello. Come dei robot ben programmati muoviamo i nostri passi, le nostre azioni, le nostre parole su rotaie fisse, spesso nemmeno disegnate da noi. Ci si dimentica di sé, di essere vivi, di essere corpo singolare che nasce, respira, cresce, vibra e si trasforma in continuazione. Ogni essere umano è un’opera d’arte, unica in natura, come un quadro d’autore. Adorabile la bellezza in tutte le sue forme ma la vera bellezza non risponde a nessun canone, a nessun ideale codificato.  
    Ricomporre la dualità corpo/mente è condizione indispensabile per riconoscersi nella propria integrità, nelle proprie autentiche attitudini e motivazioni.
    Il corpo è il luogo dell’assoluta coincidenza con sé stessi. Oggi i corpi sono glorificati ed esaltati sotto un profilo estetico, presentati come biglietto da visita. Si osserva il proprio corpo dal di fuori e non si vive il proprio corpo dal di dentro. Noi coincidiamo rigorosamente con la materia che siamo, anche se ci disponiamo nei suoi confronti in un atteggiamento di guerra o di estraneità: noi non diciamo “ho un corpo stanco”, diciamo “sono stanco”. Il corpo è Persona, riflette la personalità tramite la postura, il modo di muoversi, la qualità e l’uso della voce. Con il corpo non si finge. Noi pensiamo con tutto il corpo e anche se la mente dimentica, il corpo trattiene e traduce nella carne l’intera nostra storia.
    I percorsi somatici offrono quindi l’opportunità di dare luce alla potenza e al carisma personale attivando l’unicità e la peculiarità della propria leadership.

 

  • Somatic coaching individuale
    Si tratta di uno stile di coaching unico che opera principalmente attraverso la conversazione unita a specifiche pratiche corporee. Il somatic coaching rimodella letteralmente il corpo, ridefinisce la voce e permette, in sostanza, un modo nuovo di percepire e di essere. Non dimentichiamoci che il corpo può dare forma alla mente: ricollegare il nostro corpo ai nostri pensieri ci permette di ritrovare passione, volontà e fiducia nel nostro potere.

 

  • Public speaking
    Possiamo dire che il luogo di lavoro è un palcoscenico in cui ognuno deve recitare la sua parte. Possiamo interpretare il nostro copione in modo confuso oppure identificarci coi nostri ruoli in una ripetizione coatta di azioni e parole… ma questo ci lascerebbe insoddisfatti e alla continua ricerca di conferme; non sarebbe meglio lasciare esprimere il centro del nostro essere e diventare quindi, contemporaneamente, registi e attori di noi stessi?
    Per incarnare efficacemente il ruolo, valorizzare il carisma personale ed esprimersi con incisività è necessario conoscere la qualità e l’uso della propria voce, migliorare la propria presenza scenica e individuare il proprio stile personale di comunicazione.

Autore

Patrizia Aroldi

Patrizia Aroldi

Laurea in Fisica e ricercatrice scientifica all'Euratom di Ispra. Dopo un quadriennio di formazione in Medicina Psicosomatica riceve la Cattedra di Drammaturgia e Danza-terapia presso l'Università di Lugano. Attrice di teatro contemporaneo nello spettacolo “Cinema Cielo” di Danio Manfredini, autrice e interprete di "Giduglia" e di "Un mito di donna", una conferenza-spettacolo sull'identità femminile con Laura Girelli. Specialista in Psicologia del corpo, Somatic Coaching e Public Speaking, attualmente vive e lavora a Milano dove conduce seminari e incontri individuali sulla comunicazione, sul linguaggio del corpo e sul Teatro interno al fine di dare voce e portare sulla scena della vita le qualità individuali che identificano e permettono la potenza dell'essere.

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