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Iniziative a supporto della conciliazione in azienda: quali possibilità future?

Stefania Baucè
Scritto da Stefania Baucè

Con il termine della scuola torna alla ribalta il tema della gestione dei figli durante le vacanze, periodo che quasi mai corrisponde alla disponibilità di ferie dei genitori.

Non si tratta certo di un problema solo italiano, anche se nel nostro Paese la pausa estiva è tra le più lunghe d’Europa e per chi non ha una rete famigliare a supporto, sopravvivere a questi tre lunghi mesi diventa una vera corsa ad ostacoli. Tutta l’organizzazione della nostra società è inefficiente da questo punto di vista, perché costruita su logiche ed esigenze famigliari di qualche decennio fa, anni durante i quali la maggior parte delle madri rimaneva a casa ad occuparsi della gestione della famiglia. Molto da allora è cambiato, ma il calendario scolastico è rimasto anacronisticamente indietro di qualche decade, lasciando in eredità alle famiglie problemi di conciliazione non indifferenti.

Nella routine quotidiana un’ottima pianificazione – all’interno dei nuclei in cui lavorano entrambi i genitori – è uno strumento essenziale ma non sufficiente. Sono infatti le vacanze estive il vero banco di prova. Negli ultimi anni le aziende più lungimiranti stanno sperimentando strumenti di supporto per i propri collaboratori, che possano, quantomeno in parte, sollevarli da questo problema.

In Boehringer Ingelheim Italia, nel settembre 2018, è stato sperimentato per la prima volta un Summer Camp organizzato direttamente dall’azienda, che ha messo a disposizione per questa iniziativa alcuni suoi locali per 15 giorni. Il campus ha impegnato circa 30 bambini dai 5 ai 13 anni, suddivisi in gruppi di due fasce d’età. L’iniziativa ha avuto come tema “Che avventura la natura” e le giornate si sono svolte sia in azienda che esternamente con qualche trasferta. A conclusione dell’esperienza è stata organizzata una festa, alla quale hanno partecipato – oltre alle famiglie coinvolte – anche l’Amministratore Delegato e il team dei Direttori delle varie funzioni aziendali.

Come ci hanno raccontato i responsabili HR, l’iniziativa, oltre ad un concreto ed evidente supporto ai genitori nel complicato work-life balance in questo periodo prescolastico, ha avuto importanti e positive ricadute sul clima aziendale per tutti i collaboratori di Boehringer Ingelheim. La presenza dei ragazzi ha contagiato positivamente l’intera routine aziendale: i pasti avvenendo in mensa, in compagnia dei genitori, hanno creato occasioni di conoscenza e dialogo anche tra colleghi che, prima di allora, non avevano mai avuto l’opportunità di frequentarsi.

In ordine di tempo questo è solo l’ultimo progetto in tema di conciliazione dedicato ai genitori. Da anni Boehringer Ingelheim Italia sostiene iniziative che si occupano concretamente di work-life balance.

L’Asilo nido aziendale esiste ormai da 15 anni, e vi possono accedere sia i figli dei dipendenti che i bambini residenti in zona. Inoltre, da 12 anni, viene erogato un percorso di rientro al lavoro dalla maternità, tenuto negli ultimi 6 anni da Wise Growth: questa iniziativa, a cadenza annuale, ha l’obiettivo di supportare le neo-mamme in un delicato momento famigliare e professionale. Nell’incontro di avvio sono presenti anche i people manager e, in un’ottica maggiormente inclusiva, le ultime due edizioni hanno visto coinvolti con successo anche i collaboratori padri.

La conciliazione infatti non può rimanere un tema esclusivamente femminile, ma deve riguardare entrambi i genitori e coinvolgere tutti gli attori del sistema. Più corretto è parlare, come si tende a fare nei fronti politici e legislativi più avanzati, di condivisione.

Se così non fosse, il carico di cura continuerebbe a gravare ed ostacolare sempre e solo una parte. Il passaggio, forse più sfidante ma sicuramente risolutivo, è l’inclusione dei padri nella gestione del doppio impegno famiglia-lavoro: questo consentirebbe di trasformare un modello di conciliazione attualmente quasi solo femminile, in un’efficace condivisione genitoriale.

Una volta diventati genitori, lo si è per sempre” e la conciliazione è un balance dinamico che va considerato nel tempo.

Gli assetti variano col cambiamento delle esigenze e del ciclo di vita proprio e della famiglia: i bambini crescono, il lavoro cambia, le nostre aspirazioni mutano. Le necessità di conciliazione fra vita privata e vita lavorativa incidono di più nei primi anni di vita dei bambini ma non spariscono con il tempo, anzi: a volte aumentano con il crescere dei figli e delle loro esigenze. Ecco perché è importante continuare ad essere vicini, anche in azienda, sia ai genitori di bimbi piccoli che a quelli di adolescenti. Per questo motivo Wise Growth lancerà in autunno il workshop “Parents in the storm: genitorialità ed adolescenza”. Il format è rivolto ai genitori di ragazze e ragazzi adolescenti, per sostenerli in questa delicata fase di cambiamento.

Il vero cambiamento culturale all’interno delle aziende si ha però se le iniziative non si fermano al work-life balance dei genitori. Bisogna infatti uscire da questo schema per rivolgerci a un target che abbraccia le modalità di lavoro di tutti i dipendenti, e non solo di alcune categorie. Da alcuni anni a questa parte le organizzazioni sono sempre più coinvolte nel mettere in campo azioni e misure che rendano compatibili la sfera professionale e quella personale: così facendo ogni individuo può realizzarsi efficacemente nei diversi ruoli all’interno della società.

In tema di conciliazione Boehringer Ingelheim sta portando avanti alcune scelte con l’obiettivo di “mettere le persone al centro per costruire l’azienda che vogliamo essere”; la convinzione alla base è che siano le persone a fare la differenza all’interno di un’organizzazione: i collaboratori infatti vengono valorizzati e supportati nelle loro esigenze specifiche attraverso molteplici iniziative dedicate ai diversi target.
Per esempio, lo smart working è stato esteso a tutte le funzioni, senza limiti. Questo segnale importante da parte del management ha fatto sì che l’idea del lavoro “fuori dall’ufficio” diventasse una prassi accettata e sostenuta dall’azienda.
Inoltre, da settembre 2018, è stato introdotto il servizio Salvatempo: un incaricato è presente in azienda 2 volte a settimana per servizi di lavanderia, sartoria, calzoleria, pratiche postali e amministrative. Da alcuni anni è presente anche un servizio di counselling.

Le ricerche e gli studi hanno ampiamento dimostrato i benefici derivanti dall’applicazione di questo tipo di policies, che riguardano entrambi gli attori del sistema: l’azienda e la persona. Una programmazione efficace si traduce infatti in una maggiore produttività, nel miglioramento della retention e nell’aumento dei livelli di soddisfazione personale e professionale dei collaboratori.

L’adozione di politiche di work-life balance da parte delle aziende è un tema sempre più centrale ed attuale, del quale dovremo occuparci. Le nuove generazioni sono infatti portatrici di esigenze di conciliazione molto forti, che le organizzazioni non possono ignorare se desiderano aumentare la propria brand identity e non vogliono privarsi di una fetta importante di talenti. È quindi fondamentale costruire insieme nuovi modelli organizzativi basati sulla flessibilità e ritagliati sui bisogni contingenti degli individui e delle aziende, prendendo le distanze da logiche, non meritocratiche, ormai superate.

Autore

Stefania Baucè

Stefania Baucè

Laurea in Economia e commercio conseguita presso l’Università Cattolica di Milano e Master in Marketing Management in Istud. Ha lavorato in ambito retail GDO dal 2000 al 2010 nel ruolo di senior buyer. Dal 2011 è senior consultant di Wise Growth: si occupa della progettazione di percorsi formativi sui temi della diversity & inclusion, ed è docente nei corsi di empowerment femminile. I principali ambiti di interesse riguardano i progetti legati alla gestione del rientro dalla maternità in azienda e all’implementazione di strumenti per favorire una miglior conciliazione vita privata/vita lavorativa. E’ executive coach ICF ACC, diploma conseguito nel 2014 presso EEC Scuola Europea Coaching. Nel 2017 ha frequentato un corso sul somatic coaching, organizzato da Strozzi Institute. Coautrice di "Maternità, lavoro, vita” in Girelli L., Mapelli A. (a cura di), “Genitori al lavoro. L’arte di integrare, figli, lavoro, vita” GueriniNext 2016.

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