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Teen e VUCA: imparare dai nostri figli a essere più efficaci in azienda

Michela De Marchi
L’adolescenza è una delle fasi evolutive più importanti della vita umana, perché segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Teoricamente, con le dovute differenze soggettive, possiamo far risalire l’inizio dell’adolescenza con l’entrata nelle scuole medie (prima adolescenza), mentre il suo apice si raggiunge nel corso delle superiori (media e tarda adolescenza).

Solo negli ultimi decenni è stata data importanza a questo “passaggio esistenziale”: ciò dipende in parte dai cambiamenti socioculturali, che hanno rivoluzionato il concetto e la narrativa della famiglia (si è passati da una famiglia normativa a una relazionale), e in parte allo sviluppo delle neuroscienze, che hanno offerto un’importante chiave di lettura dei comportamenti degli adolescenti.

L’essere umano in questa fase di vita si trova a dover affrontare importanti compiti evolutivi, quali l’autonomia affettiva (la separazione dal nucleo familiare), l’identità corporea (cambiamenti repentini del proprio corpo), il ruolo sociale (conquistare un proprio ruolo nel gruppo sociale), la costruzione di un proprio asset di valori; tutti compiti che hanno come fine ultimo la costruzione di una nuova identità da parte dell’adolescente.

L’adolescenza irrompe nella quiete familiare, ne ribalta la natura e gli equilibri delle relazioni; non a caso è stata utilizzata la parola tsunami ¹, che rende bene l’idea della percezione di quanto accade.
L’adolescenza può essere affrontata da differenti punti di vista: da quello degli adolescenti, che vivono e sentono la fatica del compito, o da quello degli adulti, in primis i genitori, che sperimentano la difficoltà di dialogare con quel “nuovo” figlio, così diverso dal bambino che è stato.

Lo sguardo che ci piace porre sull’adolescenza accoglie entrambi i partecipanti in questa opera della vita umana: una prospettiva più costruttiva che distruttiva, in itinere, in cui entrambi gli attori si arricchiscono di nuove competenze.

In adolescenza il cervello cognitivo è ancora immaturo (la corteccia prefrontale non è del tutto sviluppata fino ai 20 anni), mentre quello emotivo viaggia a tutta velocità: le emozioni sono vissute in modo intenso e senza filtro, l’adolescente prima sente e poi pensa.

È l’età della concretezza, delle domande a breve termine, del fare qualcosa ancor prima di chiedersi se sia giusto o sbagliato.

Come genitori, l’adolescenza ci espone a una duplice richiesta: so(-)stare con i cambiamenti tipici di questo passaggio evolutivo (fisici, ma soprattutto mentali), ma anche riflettere su quanto ci investe personalmente, muove in noi, il fatto di percorrere territori – come quello dell’ostilità e della rabbia – che ci trovano impreparati. Se non conosciamo il funzionamento della mente degli adolescenti perdiamo un’opportunità preziosa per comprenderli, contenerli e accompagnarli in questo fondamentale quanto delicato periodo di crescita.

Avere a che fare con questo fenomeno significa anche acquisire e migliorare alcune competenze, ad esempio le abilità relazionali, l’ascolto attivo, l’empatia, l’apertura all’altro, la negoziazione e la gestione dei conflitti, l’accettazione e la tolleranza, la flessibilità mentale…

Sviluppare queste soft skills risulta ancora più efficace e utile all’interno dei contesti aziendali V.U.C.A. (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity), caratterizzati da crescente complessità e alto livello di dinamismo.

Sulla base di questa considerazione, Wise Growth – che da sempre si interroga sull’integrazione sinergica tra sfera professionale e privata – ha messo a punto una nuova proposta formativa.

Da quest’anno, all’interno dei percorsi sulla gestione della genitorialità in azienda, prenderà il via il workshop “Parents in the storm. Una sessione dedicata ai genitori di ragazzi adolescenti e a tutti coloro che hanno l’opportunità di crescere e relazionarsi in modo intensivo con loro.

L’obiettivo è quello di costruire un’occasione per formare e informare riguardo questa delicata fase di vita, evidenziando come le competenze acquisite possano essere utili per gestire in modo più efficace e meno faticoso anche la vita professionale.

Se desideri maggiori informazioni scrivici su info@wise-growth.it


¹ Pellai Alberto, Tamborini Barbara – “L’età dello tsunami. Come sopravvivere a un figlio pre-adolescente”, 2017 DeAgostini

Autore

Michela De Marchi

Michela De Marchi

Laureata in Psicologia a indirizzo clinico presso l'Università degli studi di Padova, psicoterapeuta individuale e di gruppo, specializzata presso l’Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona (IACP) di Milano. Master in Terapia della Coppia a indirizzo relazionale presso la Scuola Sistemica Mara Selvini di Milano. Formazione in Psico-oncologia presso la Fondazione IRCCS - Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e formazione relativa allo sviluppo delle competenze emotive nei bambini 6-11 anni. Collabora con aziende e associazioni su tematiche relative alla Diversity & Inclusion, comunicazione e ascolto attivo. Con il patrocinio del Comune di Monza, dal 2018 tiene un ciclo di serate aperte al pubblico su genitorialità e adolescenza. Consumer Insight Specialist, ha lavorato per 20 anni in contesti multinazionali, occupandosi di ricerche sul consumatore in differenti mercati; attualmente svolge attività di consulenza per istituti di ricerca e aziende private.

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